sabato 26 maggio 2018

Cronaca della nascita di un percorso di lettura nella casa sconclusionata... #BlogNotesMaggio

Fonte: Radio Deejay

Antefatto...

Perché ora, visto che è da anni che hai inaugurato una sezione apposita? Perché i percorsi nascono e non finiscono mai. Si moltiplicano in tanti rami inferiori e si dividono per temi. Un percorso di lettura nasce per caso e diventa una fissazione; è necessario tenere questa "fissa" da un lato della tua mente senza impedirle di spegnersi ma senza che lei ti modifichi la vita. Il gioco delle parti è riuscire a tenere accesa la fiammella all'infinito perché un percorso di lettura avrà vita lunga, perché ci sarà sempre qualcuno che aggiungerà un punto di vista nuovo, ma non lasciarti surclassare dalla necessità di averte tutto e subito sottomano, altrimenti ne sarai nauseato e abbandonerai la strada maestra. Perché ora, dicevamo... perché quello di cui parliamo oggi è un percorso strano per i miei standard, probabilmente segna un piccolo grande cambiamento, perché cessa di essere solo un percorso di lettura ma diventa multimediale.
Nasce uno strano fine settimana in cui dovevo abbattere tutto lo stress accumulato nei giorni precedenti e le frustrazioni di un lavoro che diventa, giorno dopo giorno, difficile da fare con il sorriso sulla bocca. Come nota di folklore posso dirvi che anche questo blog è nato così, ha mille motivazioni per essere composto in questo modo e non in un altro, ma il primo click nasce dallo stress e dalla frustrazione.

Un'ultima premessa: non sono mai stata una grande appassionata di serie e film, posso dire che un film mi è piaciuto solo se mi ha costretto a sedermi, a lasciare tutto quello che faccio normalmente mentre guardo la TV, per concentrare tutta la mia attenzione su quello che si sta svolgendo. I miei film preferiti sono pochi, sono quelli dai grandi temi o che li evocano. Sono per la maggior parte stranieri e se qualcuno mi chiedesse il nome dell'attore o del registra non lo saprei nemmeno dire. Per le serie sono ancora una utente peggiore. Non amo gli appuntamenti fissi, a meno che non siano loro ad aspettare me, e non ho visto le grandi serie di cui tutti parlano se non "per puro caso". Solo negli ultimi anni grazie, a Netflix e Prime Video, mi sto guardando alcune serie di cui tutti parlano spesso, giusto per capire almeno a chi e di chi parlano i miei coetanei. Non ho mai amato le produzioni di serie e film italiani: non mi piacciono i colori, i temi, quella recitazione fatta in presa diretta che sembra fatta di vuoti pneumatici o di rumori forzati. Ci sono situazioni surreali, tipo la polizia che esce dalla caserma in pieno centro di Roma mettendo la sirena e non trova nessuno... ma quando mai succede? A Roma manco in piena notte! Ma principalmente non ho mai trovato grandissima innovazione e nel tempo mi sono persino disamorata di un intero genere, le "commedie", perché a parte due risate non mi lasciano nulla. Ho sempre trovato le produzioni italiane ingessate da un passato troppo pesante, a cui far riferimento, e alla ricerca, sempre fallevole, di ripetere successi americani inserendoli in contesti che non appartengono a quello stile.
Paura eh? E invece non dovreste! Lo abbiamo detto, succede tutto per caso...

Il fattaccio...

Isabella Ragonese, Marco Giallini
Nel famoso pomeriggio, non si sa per quale motivo, nella mia lista sono finiti due titoli di serie Crime italiane: L'ispettore Coliandro e Rocco Schiavone. Il primo è tornato libero dopo due settimane e 35 minuti, mi perdonino i fan, pallosissimi. Non mi piace l'umorismo di fondo ed è tutto talmente forzato da sembrare finto. Stavo per cancellare anche la seconda serie, quando mi sono detta: "Al massimo è l'ennesima cosa che non ti piace, ma prova!" - quando mi dico queste cose lo faccio con la voce di mia madre quando mi voleva convincere a fare qualcosa che non avevo voglia di fare!-.
Confesso nella prima ora di "Pista nera" ho fatto altro come messaggiare, controllare la lista di quello che mi mancava, mi sono detta "Sì è sempre lo stile Camilleri, pare non si possa far altro, ma almeno con questo non mi viene nemmeno sonno" - sono una brutta persona lo so! - fino ad una scena: Schiavone ha risolto due casi torna a casa la moglie è sul divano e lui si siede all'altro lato. L'inquadratura li riprende entrambi, sono su un divano da due, quindi in un piccolo spazio, ma li divide un cuscino eppure nel tono della voce, negli sguardi, nella postura, anche nei minimi momenti di sistemazione per stare più comodi, i due attori  ricreano un'immagine di intimità di due persone che si amano ma che non necessariamente devono fare le solite cose per dimostrarlo. Non si toccano, la divisione è evidente e c'è per un motivo che se non lo sapete lo scoprirete poi, ma se osservate bene seppur separati lo spazio fra loro non c'è. Ora chi mi conosce sa che sono romantica come una scatoletta di pomodoro lasciata aperta e andata a male, ma la recitazione, in particolare di Giallini, mi ha fermato, cosa alquanto rara come detto. Ho stoppato, sono ritornata indietro e mi sono rivista tutto l'episodio.

È nato!

Al terzo episodio, sapevo che l'attore era Marco Giallini, al quarto che la serie è tratta dai gialli di Antonio Manzini, al quinto mi hanno detto che i gialli in questione dovevano essere sei, al sesto ho scoperto da Wikipedia che sono in effetti 18 tra romanzi e racconti (Manzini ma quanto scrivi? Perdindirindina!) e che volevo leggerli. In particolare, Manzini mi scuserà, vorrei capire se e quanto la trasposizione televisiva e il libro scritto corrispondano perché nel primo caso esce decisamente tanto l'attore principale e se fossero così costruiti mi piacerebbe capire quanto il Rocco Schiavone di Giallini corrisponda all'idea di Manzini e quanto invece ci sia di suo.

Le successive diramazioni

Queste ve le elenco perché sono ancora allo stato embrionale... quindi gioite che non morirete di inedia!
Giallini ha interpretato come attore principale o secondario una miriade di film e serie tv che credo difficilmente finirò. Alcuni sono difficili da reperire, quindi ho cominciato ad andare a ritroso nel tempo cercando qui e lì.

Valerio Mastrandrea
2017 "The Place" questo sì che è un film! La regia è di Paolo Genovese e ho ritrovato anche Valerio Mastrandrea, un magistrale Mastrandrea a dire il vero - che è uno dei tre attori di cui ricordavo il nome fino ad oggi,  con a Cilliam Murphy e Tim Robbins -, in un rifacimento di un soggetto di una serie tv del 2010 "The booth at the end" creata da Christopher Kubasik per un canale canadese. Per chi fosse curioso la serie canadese è disponibile (solo la prima stagione) su Netflix. Il consiglio è quello di vedere prima il film italiano e poi la serie, perché la sintesi che Paolo Genovese e Isabella Aguillar fanno, nella loro sceneggiatura, della prima stagione canadese è decisamente più incisiva e stringente fino a farti sentire davvero "l'ansia della scelta". Il soggetto è interessante: un uomo in un caffè ascolta e scrive quello che, una serie di personaggi, gli vengono a raccontare. L'uomo non è un dio o un diavolo e nemmeno un angelo, è un tramite che connette i desideri di alcuni con i passi da fare per ottenere quello che si vuole. Ma se si va a fondo si possono fare anche altre considerazioni come ad esempio che, in entrambi i casi, film e serie individuano un cluod di persone, desideri e azioni, e questo mondo nicchia in parte al manicheismo. A ben guardare quelli che hanno desideri egoistici devono commettere azioni malvagie quelli che hanno obiettivi più futili le buone, facendo sì che nel cloud la coesistenza dei bene e male sussista in un perfetto equilibrio tenendo in piedi il cloud stesso.
Giallini qui interpreta un poliziotto e un padre e riesce anche in questo caso a rendere il personaggio tangibile, veritiero.  Ma è nei confronti con Mastrandrea che entrambi danno il meglio. Sono i momenti quelli più intensi e si vede il feeling dei due attori che trovano, in perfetta sincronia, gli spazi per sottolineare silenzi e parlato con la gestualità e gli sguardi rendendo, insieme all'ottima regia, "The place" un prodotto infinitamente superiore alla serie Tv originaria. Tiè, manco fossi un critico cinematografico! 
Mi chiedo quali siano state le influenze originarie, del creatore della serie e sto cercando di trovare i riferimenti filosofici o narrativi... magari basta porre alla rete solo la domanda giusta! Per ora, una storia così, si sarebbe potuta trovare, per assonanza di tema, in quella grande raccolta di racconti di Gustaw Herling, anch'egli spesso con una visione dal gusto manicheo, intitolata "Un mondo a parte" e pubblicata per intero solo nella sua lingua madre, il polacco. In quei racconti declinava tutte le forme del male, non tanto per bramosia di conoscere l'oscuro, ma per creare un'ideale enciclopedia che ci aiutasse nel vivere quotidiano attraverso storie che sarebbero rimaste come esperienze nella vita del lettore.


Da sinistra a destra:
Filippo Nigro, Marco Giallini e Pierfrancesco Favino
2012 "ACAB. All Cops Are Bastards". E' il film che ha regalato un ulteriore successo a Giallini come attore poliedrico ma particolarmente portato per i ruoli drammatici. È coprotagonista con Pierfrancesco Favino, che io manco immaginavo potesse rendere bene in un ruolo così visto che per me fino ad oggi era quello che mi aveva fatto morire dal ridere insieme a Crozza ne "Il Padrino e i casalesi", e Filippo Nigro di cui so veramente poco, ma porremo rimedio a ciò probabilmente, per la regia di Stefano Sollima. Il soggetto del film è tratto da un libro di cui si è parlato parecchio in passato quando uscì per Einaudi ma che io ho bellamente ignorato e le motivazioni sono comuni al punto successivo e si possono racchiudere nella parola: "saturazione". Il libro in questione è di Carlo Bonini, stesso titolo del film, e tratta delle vicende di alcuni poliziotti della Celere -si dirà così? correggetemi se sbaglio!- che consumati da una vita fatta di costante violenza ricreano all'interno del loro gruppo le stesse dinamiche criminali e di affiliazione che dovrebbero combattere. Tale dinamica viene solo raccontata a latere dello svolgimento dei fatti, come un commento, un modo per giustificare la violenza. Sono gli stessi meccanismi che caratterizzano la nascita di gruppi criminali. Tocca anche quello che potremmo definire il "crimine dei colletti bianchi", non tanto fissandosi sul potere superiore che sacrifica i suoi uomini esasperandoli come fossero solo numeri, ma nell'ostracismo riservato a colui che ha denunciato con la punizione per la sua partecipazione a determinate azioni. Sono temi cardine nell'analisi delle dinamiche di gruppo, dal gruppo di bulletti del quartiere ad organizzazioni più grandi, e la comprensione di questi meccanismi è essenziale non per punire ma per prevenire certi "giustificativi" che ne possano decretare la nascita e lo sviluppo organizzazioni criminali in ambienti compromessi sociologicamente e culturalmente.


2008-2010 Romanzo Criminale la serie e non il film, tratto dall'omonimo libro di Giancarlo De Cataldo uscito nel 2002 e ritornato in auge con le vicende legate al giornalismo di genere sulle mafie e in particolare con la camorra dopo il 2005-2008 e diretta dallo stesso regista di ACAB, Stefano Sollima. E' un saggio romanzato sulla criminalità romana che ho all'incirca dal 2011 e che ancora non ho letto perché quando ci sono arrivata ero appunto al livello di saturazione dell'argomento. E' stato quando finalmente mi sono decisa a scrivere la recensione di Gomorra di Roberto Saviano che mi sono dovuta prendere una pausa da tutte le letture legate a quel genere e a quel mondo, dedicando la mia attenzione ad altro. Il problema è che, per quanto queste storie si possano in un certo modo assomigliare, l'orrore che raccontano è sempre nuovo, almeno nei saggi/romanzi appartenenti al genere e leggerli solo per soddisfare la necessità di intrattenimento, su questi particolari temi, non fa proprio per me. Non avendo letto il libro finora non ho mai sentito la necessità di guardare la serie, ma dopo aver passato un pomeriggio a capire perché quando a Roma vedono per strada Giallini di solito esclamano "A terribbile!!", credo, ma non a stretto giro, che leggerò il libro. Questo riporterà in auge tutte le letture sospese dei libri in tema di criminalità organizzata che stagnano in casa? E' decisamente probabile...

Conclusioni

Il percorso è nato ed è diverso dai precedenti perché si compone di libri, film e serie. Non surclassa i precedenti, ma in qualche caso, come evidenziato, si integra sui preesistenti. Nel mio #VogliamoLeggere ho cercato di presentarvi un modo diverso di leggere, che risponde in gran parte ad una delle domande che più spesso mi vengono rivolte: "Come fai, partendo dal libro di cui stai parlando, a citarne, in maniera pertinente, altri che sono attinenti per tema, tipologia o autore?" La risposta semplice: "Percorsi di lettura" non sarebbe apparsa completa, "Curiosità" - che poi è quella componente che tiene in piedi tutto- nemmeno. Il trucco per ricordarsi tutti i libri che leggi è mentalmente incatenarli, per rimandi, ad altro. Ti rimarranno in mente le concatenazioni, i temi, le trame, i soggetti e anche gli autori. Percorsi come questi non si chiudono mai come detto, continuano nel tempo e nella vita del lettore, si trasmettono a chi li racconta lui stesso provocando in chi le ascolta magari la voglia di approfondire o anche solo di verificare.
Non voglio dire che il mio metodo funzioni per tutti, ma credo che per molti possa essere un modo diverso per leggere. Devo ammettere che il bello, in particolare, sta nella ricerca di fonti e riferimenti. Ma per quelli che come me fanno liste e poi "fanno o leggono" tutt'altro, questo funziona perchè la molla non è "il dovere" ma la "curiosità" di scoprire che guida la verso la scoperta. E' anche un modo per imparare le cose senza annoiarsi, dietro l'angolo può esserci una nuova sorpresa.
Buone letture e buona visione,
Simona Scravagieri

ALT!!! Ecco il calendario della settimana del #VogliamoLeggere del #BlogNotesMaggio

Lunedi Valentina La Biblioteca di Babele
martedì Irene su Librangolo Acuto
Marcoledì mattina Francesca Gli amabili libri
mercoledì pomeriggio Angela, Giovanni e io qui a Letture Sconclusionate
giovedì pomeriggio da La Leggivendola
venerdì mattina Angela Cannucciari
venerdì pomeriggio con me qui Letture Sconclusionate
sabato mattina Selvaggia Angelica
domenica pomeriggio Giada su Dada Who

Vi invito a seguire sui social tutti i blog e i canali per rimanere aggiornati e in aggiunta vi segnalo anche il blog di #blognotes libri, il Tè tostato di Laura Ganzetti Maria Di Cuonzo, Andrea di Un antidoto contro la solitudine e Diana di Non riesco a saziarmi di libri e Paola Sabatini

mercoledì 23 maggio 2018

[Dal libro che sto leggendo] Dopo il diluvio #BlogNotesMaggio

Fonte: Exòrma Edizioni

Buon pomeriggio, oggi vi porto un libro che ha stupito anche me. Mi avevano parlato di questo lavoro, ma devo ammettere, che mi ero fatta tutta un'altra idea del suo svolgimento. Non so perché io immaginavo che avesse un tono più convenzionale e invece no, questa storia, proprio per il modo in cui è narrato è affascinante. Anche Angela e Giovanni Cannucciari hanno trovato la storia perfetta e la lettura di oggi è magistrale. Questo libro è un paradosso, il posto descritto è un non luogo, ma al tempo stesso sembra nicchiare ad un posto reale nel bel mezzo dell'Europa. Si parla di guerra ma la sua situazione sociale fa pensare di essere appena entrati nel medioevo e nel contempo tutti i personaggi sono avvolti da un'aura di mistero anche se sono tutti descritti chiaramente, come fossero sotto la luce del sole.

L'alone si sparge già dalle prime pagine dove siamo per i campi. Un contadino guarda lontano dall'alto della collina. Sta pensando e, almeno per quello che ci ho visto io, ve lo dovete immaginare come con la fronte aggrottata per lo sforzo che acuisce le rughe che sono state provocate dal lavoro sotto il sole. Sta pensando, dicevamo, Thomas Marz da quale parte arriveranno i nemici e che, sebbene gli altri siano distratti da incombenze futili tipo le sue rape che stanno avvizzendo, lui è lì, già pronto a rispondere al nemico.
Ora ci sono due aspetti che fanno pensare al paradosso di due epoche in uno: da un lato Marz fa riferimento ad invasioni, aerei e altro, al contempo la sua vita è sua. Non ha alcun rapporto con il mondo che lo circonda e nemmeno con la donna che ha sposato.
Proprio nel momento in cui lo conosciamo, da lontano si annuncia un temporale. Ma i temporali, nella zona in cui siamo al momento non sono semplici diluvi ma veri e propri alluvioni, quindi occorre avvisare, non per amore, ma per comodità la moglie. Poi non la trova, finalmente si decide ad andarla a cercare e nulla, di Marz non si saprà più nulla. Oppure no? Ehhh quante ne volete sapere! Leggetelo!

Leggetelo perché è un qualcosa diverso dal solito come storia ma prima ancora per la voce che lo narra. E' graffiante, moderna e al tempo stesso sfacciata. Leggetelo perché vi lascerà a bocca aperta e come me, dopo aver letto le prime righe, non lo metterete più giù. Del resto riparleremo in recensione!
I dettagli del libro sono nell'infobox di Angela e e sotto a questo video e anche il calendario degli interventi per #BlogNotesMaggio
Vi segnalo anche il Canale di Giovanni che sia chiama "Gli audiolibri di Barbarossa"

Buone letture,
Simona Scravaglieri




Questo pezzo è tratto da:
Dopo il diluvio
Leonardo Malaguti
Exòrma Edizioni, ed 2018
Collana "quisiscrivemale"
Prezzo 14,90€

Le date di questa settimana di #BlogNotesMaggio:


Lunedi Valentina La Biblioteca di Babele
martedì Irene su Librangolo Acuto 
Marcoledì mattina Francesca Gli amabili libri
mercoledì pomeriggio Angela, Giovanni e io qui a Letture Sconclusionate
giovedì pomeriggio da La Leggivendola
venerdì mattina Angela Cannucciari  
venerdì pomeriggio con me qui Letture Sconclusionate
sabato mattina Selvaggia Angelica
domenica pomeriggio Giada su Dada Who

Vi invito a seguire sui social tutti i blog e i canali per rimanere aggiornati e in aggiunta vi segnalo anche il blog di #blognotes libri, il Tè tostato di Laura Ganzetti Maria Di Cuonzo, Andrea di Un antidoto contro la solitudine e Diana di Non riesco a saziarmi di libri e Paola Sabatini

venerdì 18 maggio 2018

Un viaggio di libri nel #PatrimonioEuropa #BlogNotesMaggio


Fonte Google Maps

Immagina di avere un biglietto aperto che ti garantisca di andare dove vuoi e pernottare come vuoi in massimo due settimane... cosa faresti? Io intanto preparerei dei libri e poi...

Se dovessi passare per Parigi, prendi "Un incontro casuale" di Rachel Cohen (Adelphi Edizioni) e passa da Le Bateau Lavoir. È da quella piazzetta che sono nati i movimenti culturali, pittorici, scultorei e anche letterari del '900 europeo. Dietro quel portone scuro e quelle porte di ferro bianche, che nascondono il disastro del fuoco, nell'ex fabbrica, adattata "casa dell'artista" con tanti studio affittati a squattrinati in cerca di fortuna, ne sono passati tanti, ma per il resoconto che facciamo oggi, te ne cito solo qualcuno che forse conoscerai: Gertrude Stein che lì conobbe quello che avrebbe foraggiato e aiutato e che allora era a Parigi da pochissimo: Pablo Picasso. Calpestarono quelle tavole non molto ben tenute anche Apolliaire e tanti altri. Potresti anche sentirlo, se ti concentri un po', mentre confabula con Picasso allarmato perché le statuette africane che hanno comprato forse sono rubate, oppure quando insiste per portarselo dietro a qualche spettacolo del tempo. Seguendo un ideale percorso scendi da Montmartre e, poco più in giù, a ridosso della Senna cerca Rue de L'Odèon. Portati dietro Shakespeare&Company di Sylvia Beach (Sylvestre Bonnard Editore) e  "Rue de l'Odèon. La libreria che ha fatto il novecento" di Adrienne Monnier (DuePunti Edizioni) se ti fermerai al numero 8 e al numero 12 potrai sentire la voce squillante di Apollinaire che scuote, con i suoi versi, la platea di aspiranti scrittori, o anche Picabia che legge le sue storie al numero 8 nella libreria La maison des amis des livres e, sbirciando nella vetrina del numero 12 , anche se oggi credo ci sia un ristorante, se fai attenzione tendendo l'orecchio sentirai il fruscio del giornale che Hemnigway leggeva nell'originale Shakespeare&Company o vedersi materializzare Joyce che si giustifica con la Beach, la sua editrice, spiegando perché la revisione dell'Ulisse di un particolare capitolo non si sia ridotta in termini di pagine ma anzi sia quasi raddoppiata. Se senti un bisbiglio di un altro genere potrebbe essere Sherwood Anderson (Winnesburg, Ohio Baldini e Castoldi editore) che sta indicando la Stein alla Beach pregando Sylvia di presentargliela visto che è un suo ammiratore.  Ricordati di portare un fiore a Rue de Fleus 16 e di portarti anche dietro "Autobiografia di Alice Toklas" di Gertrude Stein (Einaudi), Alice fu la compagna di vita e sostenitrice della Stein, quando vissero insieme lì, e tutti i giovedì ospitavano attori e pittori e chiunque si occupasse di cultura. Ricorda che lì per la prima volta fu esposto il primo quadro venduto da Picasso, una ragazza con il cestino, e potresti sentire la conversazione fra lui e Gertrude. Senti? Lei sta dicendo a lui che il quadro è bello ma la ragazza ha brutti piedi!

Prima di cambiare città assicurati di aver conosciuto qualcuno e di avere il suo indirizzo. Così quando ti scriverà che non sta poi troppo bene, magari per un raffreddore, facendo appello alle lettere di Jacques Vaché  (Lettere di guerra. A André Breton e ad altri surrealisti, :duepunti edizioni), potrai rispondergli come un vero Surrealista "Ciao, sono contento di sapere che stai male..." mentre gli racconti che hai visto. Magari sei stato a Praga "sulle tracce di Kafka" con il professor Kepesh (Il professore di Desiderio, Philp Roth - Einaudi) che passerà la metà del tempo a raccontarti delle sue amanti e della difficoltà che ha avuto per decidere con chi passare la sua vita. E in un parallelo decisamente pericoloso ti parlerà a latere anche di Kafka e ti porterà nei quartieri dove ha vissuto e ti farà parlare con un vecchio rivoluzionario. Ma il sesso per lui è un pallino fisso, perché come uomo contemporaneo si scontra con questa annosa verità: da quando la libertà sessuale ha avuto la meglio sul perbenismo e sulla disapprovazione dei facili costumi è difficile rapportarsi con il mondo e capire chi si è. Se poi passi prima per Vienna ricordati di salutare Ernest Lothar che ti porterà a vedere i palazzi e uno in particolare dove ha ambientato "La melodia di Vienna" (E/O Edizioni) è un palazzo signorile con le finestre probabilmente incorniciate con modanature liberty, al suo interno ci sono tre grandi piani. Ti capiterà di vedere attraverso le sue finestre lo scorrere delle stagioni, di vedere gente tutta vestita con costumi dell'epoca, abiti lunghi, pellicce e tante perle, che escono alla sera per andare alle serate e se ascolti bene sentirai suonare anche un piano alla mattina. Sentirai il dolore della morte ma anche gli urletti gioiosi dei bimbi accompagnati dalle babysitter. E se fissi ancora per un po' sentirai arrivare il rombo delle macchine e i passi cadenzati della parata dell'arrivo dei tedeschi e lo scalpiccio degli ebrei che tentano di mettersi in salvo. Ma se i passi non sono cadenzati ma corti e frettolosi e tu non sei passato per Praga tornando da Parigi, allora è un omino quello che ti segue. Cammina con una cartella piena di fogli ed è un tipografo parigino ed è proprio in quel momento che, per sapere quale sia il mistero che lo avvolge mentre è lì e tira dritto oltre te, saprai che quella storia non è da qui che inizia ma da  Desdra e per svelarla avrai bisogno di Alfonso Cruz e del suo libro "La bambola di Kokoshka"  (La nuova Frontiera). Sarà un'indagine a tratti surreale a tratti misteriosa, ma alla fine sono certa che arriverai a chiudere il "cerchio" o a trovare la bambola....chi lo sa?

Ma non ti attardare perché poi devi trovarti a Berlino. Devi accogliere il rientro di una donna che ha parlato al mondo con colta prosa, di libri ne ha scritti tanti, ma qui mi piace ricordare una grande lezione che ha appreso e che ci ha lasciato in eredità: l'importanza della comprensione e del perdono. Lo ha fatto in un viaggio corposo di circa 500 pagine, vado a memoria, che si chiama "La città degli angeli" (Edizioni E/O) e lei invece si chiamava Christa Wolf. Cercherai di capire fino a pagina 200, poi ti farà uno scherzaccio virando da un'altra parte e finirà con lo sfinirti. Ma è qui il bello, quando ti metterai seduto, dopo qualche tempo, a riflettere e a tirare le somme di quello che hai letto, il quadro si schiarirà e improvvisamente tutto il puzzle comincerà ad essere definito. Sarai capace di perdonare il delatore? Solo con il cappotto giusto si può fare... Anche se lei è a Los Angeles in quel libro,  per buona del tempo ti parlerà di Berlino e della stasi. A Berlino è necessario portarsi anche "C'era una volta la DDR..." di Anna Funder (Feltrinelli). Con lei farai il giro nelle case di Berlino Est, affronterai storie terribili che però ti faranno apprezzare la libertà. Ricordati di non farti notare troppo e di rispettare il coprifuoco, di non guardare troppo fisso le persone e ricorda che se ti si ricordano per cose particolari che hai ti denunceranno per non essere catturati essi stessi dalla Stasi.

Ma non senti caldo? Eh lo so che Berlino sta su, ma è anche vero che l'estate è alle porte e allora via, verso mete più fresche, facendo l'occhiolino dall'alto a Londra e alla sua nutrita schiera di autori, che si sentono un po' traditi andiamo a Belfast e ripercorriamo le strade della città nelle lotte per l'autonomia irlandese... Ti sembrerà un romanzo qualsivoglia, a tratti strano, poi una storia piacevole fino in quel punto un cui il cuore avrà un sobbalzo. La vita cambierà attorno a te e pure quel fischio dell'operaio alla ragazzetta che passa lì davanti non avrà lo stesso sapore di disturbo e spensieratezza di ieri. Non potrai non ricordare le descrizioni di Eureka Street, di  Robert McLiam Wilson (Fazi Editore) perché lui ti entra dentro dalla seconda pagina seducendoti e difficilmente riuscirai poi a starne senza! Ma tranquillo, la sofferenza è finita già, perché proprio da qualche giorno, dopo cinque anni, è di nuovo in libreria "Ripley Bogle" (Fazi Editore). Se poi vogliamo spezzare la linea della malinconia, basta salire un poco più su verso l'Islanda. Ti svelo un segreto, se ami Marco Marsullo, sappi che questo è stato uno dei suoi libri preferiti e si chiama "Toxic. Come smettere di ammazzare e imparare a lavare i piatti" e l'autore è Hallagrímur Hegason (ISBN) ed è un libro dannatamente divertente. Un sicario in fuga da New York finisce con la sua pistola su un volo per l'Islanda, dove armi non ce ne sono e nemmeno sono gradite, per non essere preso. Peccato che lui sappia solo fare quello che fa e quindi per non dar nell'occhio nella comunità, che lo ha scambiato per altro, si deve reinventare.

Questo viaggio è stato offerto da #BlogNotesMaggio e io potrei continuare per ore ma poi moriresti di inedia prima di arrivare alla fine. Sappia solo che quest'anno ricorre l'anno della tutela e valorizzazione del Patrimonio Europeo volta a coinvolgere i cittadini perché apprezzino quello che li circonda. Nel mio caso il viaggio è decisamente al di fuori dei confini, ma succede spesso a chi come me legge tanti libri diversi. Ma hai mai provato, a memoria, a pensare a quanti posti hai visitato ricordando i libri letti? Nel mio caso è uscito tutto questo sproloquio da cui ho omesso la sezione italiana che sarebbe stata decisamente folta, magari la teniamo per un'altra occasione.
Buone letture,
Simona Scravaglieri

Vi ricordo il calendario degli altri interventi della settimana:



Martedì Nereia Librangoloacuto

Mercoledì Angela/Simona LettureSconclusionate

Giovedì mattina Francesca Gli Amabili Libri

Giovedì pomeriggio da Erica La leggivendola

Venerdì alle 10:00 saremo da Angela Cannucciari

Venerdì alle 13:00 da Francesca Gli amabili libri

Venerdì alle 15:00 qui a LettureSconclusionate

Sabato mattina sul canale di Selvaggia

Sabato pomeriggio da Valentina La biblioteca di Babele

Domenica pomeriggio da Giada di Dada who?

Vi invito a seguire sui social tutti i blog e i canali per rimanere aggiornati e in aggiunta vi segnalo anche il blog di #blognotes libri, il Tè tostato di Laura Ganzetti Maria Di Cuonzo, Andrea di Un antidoto contro la solitudine e Diana di Non riesco a saziarmi di libri e Paola Sabatini


mercoledì 16 maggio 2018

[Dal libro che sto leggendo] Cometa #BlogNotesMaggio

Fonte: Neo. Edizioni

Cometa è proprio un libro nuovo nuovo ed è uno di quei lavori che raccolgono al loro interno tutta una serie di influenze provenienti degli anni 80-90 del '900 e che riescono a reinserirle all'interno di un testo con la stessa forza di quelle immagini con i colori forti che quasi riesci a toccare i capelli cotonati di quei tempi, le finte spalline e a sentire i motorini modificati.
Ha anche una strana magia, ti regala quel senso del proibito che dava a noi ragazzini il poter leggere "Porci con le ali" e al contempo è un po' come riguardare l'album dei ricordi di tempi passati.

Non ho una vita complessa e un po' dannata come il protagonista di questa storia, ma sono cosciente di averla vissuta come una spettatrice. I miei genitori, almeno mio padre era grande quando io sono nata, ma molti dei miei amici e coetanei dell'epoca erano figli di genitori giovani che si trovavano in quel momento "di mezzo" in cui la frattura con l'idea della "famiglia tradizionale" si andava ingigantendo anche se non si era preparati sul come questo cambiamento sarebbe dovuto avvenire. Si era in cerca di un nuovo rapporto con i figli, diverso da quello che si rifiutava e combatteva alla fine degli anni sessanta-settanta. E anche noi figli non avevamo ben presente cosa dovevamo combattere della generazione precedente. Da un lato il progresso tecnologico, dall'altro i media che guadagnavano il posto alle nostre tavole e sui nostri divani alla sera e infine l'arrivo di influenze e mode provenienti dall'estero. Tutto questo ci travolgeva tutti, figlie e genitori con il risultato che le nostre vite sono come quelle immagini, forti a volte fastidiosamente sgranate a volte inutilmente puntate su particolari insignificanti ma che, all'epoca ci sembravano importantissimi.
Quindi, quando aprirete questo libro ricordatevi di questa dicotomia generazionale perché è rappresentativa del tono e delle immagini rappresentate.

Difficilmente riuscirete a rimanere indifferenti a questa storia perché diverrà anche un po' vostra e io ne sono rimasta davvero affascinata proseguendo di pagina in pagina. E' davvero una chicca che proprio non mi aspettavo e che sono contenta di riuscire a riportare anche in questa rubrica, con l'aiuto di Angela e Giovanni Cannucciari che davvero hanno dato il massimo. Abbiamo scelto di leggere un brano e non il primo capitolo proprio per regalare questo scorcio di cui vi parlavo. Il vecchio del nonno, e il nuovo del nipote si incontrano. Il vecchio suggerisce, impone e spesso sollecita in maniera continua e forse un po' molesta. Il giovane decide di percorrere il percorso che molti di noi hanno fatto, annuire assertivamente per poi fare sostanzialmente quello che volevamo noi. Assolutamente imperdibile!
Sotto il calendario e i dati del libro.
Buon ascolto e buone letture,
Simona Scravaglieri



Il pezzo è tratto da:

Cometa
Gregorio Magini
Neo. Edizioni, ed. 2018
Collana "Iena"
Prezzo 15,00€

Ecco il calendario di questa settimana di #BlogNotesMaggio per il #MaggioDeiLibri

Martedì Nereia Librangoloacuto
Mercoledì Angela/Simona LettureSconclusionate
Giovedì mattina Francesca Gli Amabili Libri
Giovedì pomeriggio 
da Erica La leggivendola
Venerdì alle 10:00 saremo da Angela Cannucciari
Venerdì alle 13:00 da Francesca Gli amabili libri
Venerdì alle 15:00 qui a LettureSconclusionate
Sabato mattina sul canale di Selvaggia
Sabato pomeriggio 
da Valentina La biblioteca di Babele
Domenica pomeriggio da Giada di Dada who?
 Vi invito a seguire sui social tutti i blog e i canali per rimanere aggiornati e in aggiunta vi segnalo anche il blog di #blognotes libri, il Tè tostato di Laura Ganzetti Maria Di Cuonzo, Andrea di Un antidoto contro la solitudine e Diana di Non riesco a saziarmi di libri e Paola Sabatini

mercoledì 9 maggio 2018

[Dal libro che sto leggendo] Lo scemo di guerra e l'eroe di cartone #BlogNotesMaggio

Fonte: LettureSconclusionate


Oggi, giornata bigia e grigia a Roma – quelle classiche giornate in cui leggere è davvero un piacere!-, parliamo di un libro davvero spassoso da leggere. Il punto è che non è un libro leggero e leggiadro, ma è scritto come se lo fosse. Così nel paradosso costante che aleggia nella Sicilia dell’ultima guerra ci troviamo catapultati in un paese inventato con un’ottima ricostruzione del periodo storico reale. Un posto semplice popolato di gente lontana da Roma eppure contaminata dalle anime dei comunisti che scappano dalle camice nere.

In questo mondo in cui persino il rifacimento della piazza può generare la confusione generale perché non c'è una statua della madonna, dipartono due storie. Quella di due amici, che partono insieme per la guerra in Africa. Uno convinto l'altro trasportato. Quello convinto, ha deciso di fare la differenza, l'altro ha ben presente l'ultima volta che non ha salutato il fratello che partiva per la guerra e che non è più tornato e decide di seguire l'amico per non fare più l'errore di "perdere" qualcuno. Sono come Don Chisciotte e Sancho Panza (e non è forse un caso visto che alcune cronache narrano che Cervantes scrisse in Sicilia il suo capolavoro). Dall'altra c'è un'altra storia: un manipolo di fuggitivi che scappano dalla guerra. Insieme agli uomini il capo del gruppo ha al seguito anche suo figlio e anche suo padre. Poi in una scena carambolante e vivida come una serie trasmessa in TV, fuoco, spari e alla fine una grotta dove rifugiarsi e contare i sopravvissuti. Luce. E' il giorno dopo e arriva con l'oro in bocca dopo la scoperta di un luogo dove trovare riparo: appare un po' come un paradiso, a due passi dall'inferno. C'è una nonnina che sembra un moderno Caronte, ovvero non traghetta ma indirizza, e un'oasi di pace capitanata da una giovane volitiva e decisa.

Il bello di questa storia è proprio in questo, parla di cose terribili, la guerra, la morte, la scomparsa dei compagni, la paura. Ma sebbene noi viviamo queste cose singolarmente nella nostra testa come capitali, se fossimo in grado di guardarci da fuori, inseriti in un contesto più grande, con una cultura che l'autore ci tiene bene a spiegare nel secondo capitolo del libro, l'insieme che ci verrebbe restituito di questo quadro credo che sarebbe molto simile a questa storia. Ma ne riparleremo in recensione.
Per oggi sono contenta di non avere solo Angela Cannucciari che legge, ma che ci sia pure suo fratello Giovanni. Insieme hanno creato un duo perfetto per dar vita ai primi due capitoli di questo libro. 
Buon ascolto e buone letture,
Simona Scravaglieri





Questo pezzo è tratto da:

Lo scemo di guerra e l'eroe di cartone
Alberto Maria Tricoli
Edizioni Spartaco, ed. 2018
Collana  "Dissensi"
Prezzo 10,00€

Il calendario di questa settimana di #BlogNotesMaggio per il #MaggioDeiLibri:

Lunedì  Valentina e La Biblioteca di Babele
Martedì Daniela di  Appunti di una lettrice
Mercoledì  Simona, Angela e Giovanni a Letture Sconclusionate
Venerdì mattina con Angela Cannucciari 
Venerdì pomeriggio Simona di Letture Sconclusionate
Sabato sul canale di Selvaggia
Domenica chiudiamo la settimana con Giada di Dada who?


Vi invito a seguire sui social tutti i blog e i canali per rimanere aggiornati e in aggiunta vi segnalo anche il blog di #blognotes libri, il Tè tostato di Laura Ganzetti Maria Di Cuonzo, Andrea di Un antidoto contro la solitudine, Diana di Non riesco a saziarmi di libri, Dada who? Francesca de Gli amabili libri e ultima, ma solo in elenco, Barbara Porretta di Librinvaligia




Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...